Clima di giustizia - L'UE fa un passo in avanti, gli Stati uno indietro
L'UE fa un passo in avanti, gli Stati uno indietro

La Commissione europea ha definito il 30% dei tagli alle emissioni un obiettivo interessante e condivisibile. Peccato che gli Stati europei non abbiano dimostrato coraggio nell'accettare tale indicazione sopraffatti dagli interessi particolaristici. E soprattutto, ecco perché  alla vigilia dell’incontro negoziale sul clima che si terrà a Bonn (Germania) dal 31 maggio al 10 giugno prossimi, è fondamentale riportare l’attenzione su come i cambiamenti climatici incidono negativamente nella vita dei Paesi e delle popolazioni povere.

La natura complessa dei finanziamenti per il clima ed i molteplici interessi coinvolti non fanno che riaffermare l'importanza di far sì che la futura struttura finanziaria contenga i meccanismi per bilanciare gli interessi più forti e che i bisogni e le preoccupazioni delle comunità povere ed emarginate non siano calpestati 

Risulterebbe perciò necessario nominare un difensore civile indipendente ed internazionale e  definire linee guida internazionali per il coinvolgimento di tutte le parti e per la loro attuazione nel rispetto dei diritti umani e degli standard sociali e ambientali concordati a livello internazionale.

 
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