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GIORNATA MONDIALE DELL’ ACQUA, STILI DI VITA RESPONSABILI E SOLIDALI PER IL BENE COMUNE
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In occasione della Giornata mondiale dell’acqua 2012 FOCSIV rilancia il suo impegno, e in particolare quello degli organismi federati, per la difesa e la promozione del diritto all'acqua.

Un impegno a 360 gradi - dal sud del mondo, con i progetti di sviluppo, al nord con le campagne di sensibilizzazione - che risponde all’appello di Benedetto XVI a garantire per tutti un accesso equo, sicuro e adeguato all’acqua per promuovere così il diritto alla vita. Una ricchezza di esperienze portate avanti dalla FOCSIV con un unico principio a fondamento di tutte: l'acqua è un bene comune.

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ECOFIN, l'Italia sostenga la Presidenza danese per un maggior impegno sulla finanza climatica
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Roma, 15 febbraio 2012. L'aumento del volume dei finanziamenti per sostenere azioni di mitigazione e adattamento climatico nei Paesi in Via di Sviluppo (PVS) è questione cruciale nella lotta ai cambiamenti climatici. Una sfida che "richiede una cooperazione mai sperimentata prima" si legge nel testo della Lettera che FOCSIV, nell'ambito del suo impegno con un ampio cartello di organizzazioni internazionali che si occupano di sviluppo e ambiente, ha inviato al Presidente del Consiglio dei Ministri italiani Mario Monti nella sua duplice veste di Ministro dell'Economia e delle Finanze (ruolo che ricopre ad interim), al Ministro dell'Ambiente Corrado Clini, al Ministro della Cooperazione e integrazione Andrea Riccardi e, in contemporanea, ai Ministri del Governo danese.Un testo che mette l’accento su alcune aree chiave per le quali FOCSIV crede siano possibili immediati progressi, già nei prossimi sei mesi. Da qui il sostegno espresso dalla Federazione al governo danese che assume la presidenza del Consiglio dell’Unione Europea in un momento molto importante nei negoziati internazionali sulla finanza climatica, e l'appello al Governo italiano a dare segnali concreti di appoggio data l’importanza della tematica e il coinvolgimento anche del nostro Paese nei futuri appuntamenti internazionali. Come sottolinea Sergio Marelli, Segretario generale FOCSIV, “la creazione del Fondo verde per il clima è stato uno dei pochissimi risultati conseguiti a Durban lo scorso dicembre. Sarebbe un'occasione mancata, in tempi di austerità, se l'Europa non riuscisse ad adottare una tassa sufficientemente ampia capace di reperire le risorse necessarie per finanziare il clima e onorare gli impegni internazionali.”
“Il nostro auspicio è che la Presidenza danese dell'UE riconosca la volontà presente all'interno dell'Unione europea di attenzionare il tema della finanza climatica per portare avanti e costruire il consenso sulla rapida adozione di una tassa globale sulle transazioni finanziarie. Dobbiamo andare avanti, superando lo scetticismo, la disinformazione e l’idea di spacciare dei surrogati della TTF venduti come il vero affare”, conclude Marelli. 
 
Durban, un accordo insufficiente
Notizie internazionali

cop17.jpgL'accordo di Durban non previene i pericolosi cambiamenti climatici e le loro conseguenze sui paesi in via di sviluppo.

Gli esiti del nuovo pacchetto di misure decise al termine del Vertice non sono sufficienti a salvaguardare i paesi più vulnerabili che già subiscono gli effetti negativi del cambiamento climatico. Inoltre l’accordo finale non garantisce che le temperature medie globali rimangano al di sotto del limite dei 2 gradi.

 L'accordo finale di Durban è un passo in avanti per porre in essere un sistema climatico globale di lungo periodo. Inoltre, esso riconosce anche l'attuazione del Fondo verde per il clima come strumento di governo per finanziare gli interventi in risposta ai cambiamenti cliamatici. Purtroppo, il diavolo si nasconde nei dettagli, e anche se alcune pietre miliari sono stati poste, i paesi devono ancora impegnarsi molto in futuro per evitare che il surriscaldamento raggiunga i 3,5 ° C di temperatura aumentare. Nonostante questi importanti elementi, la mancanza di ambizione politica in tema di mitigazione e finanza mette la giustizia climatica e le comunità più vulnerabili a rischio, quando proprio loro sono le meno responsabili degli attuali livelli insostenibili di gas serra.

Il Protocollo di Kyoto è stato confermato a Durban, dal momento che è la chiave per mantenere il regime climatico nell'ambito del processo negoziale promosso dall'UNFCCC. Purtroppo, un numero ancora non sufficiente di paesi fanno parte di questo secondo futuro accordo, e l'ambizione nella riduzione delle emissioni ai sensi del "Kyoto 2" non è aumentata rispetto agli impegni già presi in passato. Inoltre, vi è ancora poca chiarezza sulla forma giuridica e la durata di questo secondo periodo d'impegni climatici, che potrebbero scadere nel 2017 o nel 2020. Queste decisioni sono state posticipate in occasione del prossimo COP18. tale situazione non offre le garanzie che chiedevamo, le quali prevedevano un quadro giuridico che legasse tutte le parti che aderissero al protocollo di Kyoto per la riduzione ambiziosa delle emissioni per un periodo di 5 anni. Alla sua scadenza tutti i paesi avrebbero dovuto partecipare a questo strumento globale giuridicamente vincolante e ridurre le proprie emissioni.

 La decisione della COP su un accordo globale per tutti i paesi è un passo importante, in quanto è fondamentale che tutti i paesi uniscano i loro sforzi e contribuiscano alla riduzione delle emissioni al fine di affrontare il cambiamento climatico. Ancora alcuni punti chiave di questo accordo globale rimangono però irrisolti. Un accordo globale sulla riduzione delle emissioni potrà contribuire a risolvere la crisi climatica solo se sarà giuridicamente vincolante, se saprà essere equo sulla base del principio che la riduzione delle emissioni verrà stabilita sulla base del contributo storico di ciascun paese agli attuali livelli di gas serra, e potrà contribuire ad evitare l’ aumento della temperatura, se sarà tempestivo, entrando cioè in vigore non oltre il 2018. Purtroppo, l'accordo globale progettato a Durban non è una giuridicamente vincolante (ancora perlomeno), non implementa la responsabilità comune ma differenziata, principio che è fondamentale per un accordo equo, ed dovrebbe entrare in vigore solo nel 2020,troppo tardi per affrontare l'urgenza.

L'attuazione del Fondo verde per il clima è un passo importante verso uno strumento efficace per finanziare l'adattamento climatico e la mitigazione del clima nei i paesi in via di sviluppo, ma il Fondo sarà di nessun aiuto se non ci saranno risorse certe e prevedibili. I paesi sviluppati devono ancora identificare una serie di fonti di finanziamenti a lungo termine, comprese quelle innovative e il fondo ancora oggi non è stato ancora attivato e non lo sarà fino al prossimo COP 18 in Qatar il prossimo anno. E 'responsabilità dei paesi sviluppati dare garanzie ai paesi in via di sviluppo sulle fonti che costituiranno il Fondo Verde per il Clima, al fine di garantire che non vi sia alcuna”vuoto di finanziamenti” dopo il 2012, e che le risorse siano sufficiente e disponibili per finanziare l'adattamento e mitigazione. Mentre è necessaria l'individuazione di una serie di fonti di finanziamento per il clima, i paesi sviluppati devono anche fornire indicazioni sulla loro tabella di marcia per giungere a raccogliere $ 100 miliardi di dollari all’anno nel 2020.

 
In che film viviamo?! Via al concorso
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Inviaci un breve filmato amatoriale di al massimo 5 minuti sul tema della fame o della povertà: un messaggio, un’idea, uno spunto, un appello o una proposta da rinvolgere a destinatari concreti come il Parlamento e il Governo italiano, le Istituzioni dell'Unione Europea che hanno responsabilità precise nell’adottare politiche di sviluppo, ma anche i consumatori, le imprese o i comuni cittadini. 

Affrettati, la scadenza per l’invio dei filmati è il 30 settembre!
Puoi trovare tutte le informazioni sul sito focsiv.it 

Se vuoi saperne di più su questo argomento sfoglia la locandina “Non fateci fare la figura dei polli!” che offre alcuni esempi molto concreti di come le fragili economie del Sud del mondo sono minacciate da politiche economiche scorrette promosse dai Paesi ricchi. 

Per sfogliarla clicca qui.

 
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