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Il 26 e il 27 giugno FOCSIV (ri)scende in piazza per l'Acqua Pubblica
Altre iniziative

Sabato 26 e Domenica 27 giugno FOCSIV insieme ai suoi Organismi Soci scende in piazza ancora una volta per raccogliere le firme per il referendum " Acqua Pubblica".

L'impegno di FOCSIV nasce perché crede fortemente nella necessità di difendere il diritto all'acqua da ogni sorta di privatizzazione che la possa sottrarre dall'essere un bene comune gestito dalle amministrazioni pubbliche. L'acqua, sinonimo di vita, non può essere privatizzata non essendo una merce alla stregua delle altre. Il contributo specifico alla Campagna referendaria è la testimonianza diretta dei volontari della Federazione nei Paesi del Sud del mondo e dei danni che la privatizzazione di questo bene sta già portando in quelle realtà.

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Cambiamenti climatici, la FOCSIV scrive al Ministro Prestigiacomo
Altre iniziative

Venerdì scorso si è svolto a Lussemburgo il Consiglio dei Ministri dell'Ambiente europei. Al centro delle discussioni, la questione delle riduzioni delle emissioni di gas serra e del rischio delle "fughe" di carbonio. In particolare i Ministri hanno esaminato domani la possibilità di rafforzare l'impegno unilaterale dell'UE, portando dal 20% attuale al 30% l'obiettivo di riduzione delle emissioni entro il 2020.

La FOCSIV ha scritto al Ministro Prestigiacomo per sollecitare questa decisione.

Purtroppo gli Stati europei non hanno da subito dimostrato coraggio nell'accettare tale indicazione, ma noi sosteniamo che il Consiglio, e l’Italia in particolare, devono e dovranno impegnarsi a ridurre le emissioni del 30% entro il 2020, come primo passo verso un più ambizioso obiettivo di diminuzione del 40%, se vogliamo evitare davvero gli impatti negativi del cambiamento climatico.

Al Ministro Prestigiacomo è stato inviato anche il documento Clima e povertà, un business inusuale dove si affronta la struttura del nuovo fondo. 

Sappiamo che la questione del finanziamento è ancora aperta, i Paesi in via di Sviluppo attendono i 30 miliardi di dollari che l'accordo di Copenhagen prevede siano trasferiti nel triennio 2010-2012 ma  poco si sa sulle modalità e le tempistiche di concessione di questi finanziamenti.

L'Italia, ad esempio, a fronte di un impegno annuo di 200 milioni di euro, risulta esservi al momento la disponibilità della metà, ed il Fondo di adattamento è oggi una scatola vuota con solo 100 milioni di dollari.

La natura complessa dei finanziamenti per il clima e i molteplici interessi in gioco non fanno che riaffermare l'importanza di garantire meccanismi per bilanciare gli interessi più forti affinché i bisogni delle comunità povere ed emarginate non siano ancora disattesi. 

Il documento formula alcune raccomandazioni precise, tra cui quella di nominare un difensore civile indipendente ed internazionale e di definire linee guida internazionali per il coinvolgimento di tutte le parti e per la loro attuazione nel rispetto dei diritti umani e degli standard sociali e ambientali concordati a livello internazionale.

Ci aspettiamo decisioni coraggiose per un risultato ambizioso e necessario alla COP 16 di Cancun.
 
Niente soldi per il cambiamento climatico
Notizie internazionali

Durante la Sessione negoziale di Bonn l’Unione Europea ha presentato la sua relazione intermedia sugli impegni presi a Copenhagen. In un'analisi di un gruppo di ONG (Organizzazioni non governative), tra cui FOCSIV/CIDSE, si accolgono gli sforzi dell'UE volti a raccogliere più denaro possibile per i paesi in un via di sviluppo, molti dei quali già soffrono gli effetti del cambiamento cliamtico.

Le ONG avevano chiesto piena trasparenza e un’analisi paese per paese di quello che era stato promesso, in quali settori, come e quando. La relazione dell’UE non offre molti più dettagli su questi temi, tanto più che  continua ad essere poco chiara sulla "definizione" di soldi nuovi e aggiuntivi rispetto a quelli già promessi in passato.

Leggi il rapporto di FOCSIV/CIDSE

 

 
Seminario di ricerca "La creazione come dono"
Notizie internazionali

Si terrà a Roma il prossimo 15 di giugno  il Seminario di ricerca promosso dall'Ufficio Nazionale per i problemi sociali e il lavoro dal titolo "La creazione come dono".

 La prospettiva ruoterà qui attorno all’etica ed all’antropologia del dono, considerate in prospettiva teologica, ma anche alla luce delle prospettive indicate ad economia e sociologia, come in relazione al tema del debito ecologico. Essa orienta ad una serie di atteggiamenti espressi da espressioni come abitare e custodire, ad una figura di uomo come amministratore del creato, ad un’etica del rispetto, della responsabilità e della fraternità. In tale orizzonte si collocherà pure l’esplorazione della relazione tra responsabilità etica per la terra e bene comune, come punto di vista sul rapporto tra custodia del creato e contesto della Dottrina Sociale della Chiesa.

 Il Seminario si svolgerà dalle ore 10.30 alle 16.30 presso "Casa La Salle" Via Aurelia, 472 - Roma

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